Auguro a tutti Voi una Buona Pasqua!
Colgo l’occasione per ricordarVi che le nostre attività saranno sospese dal 3 al 7 aprile.
Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com
Studio Malnati di Malnati Pietro
Counseling e Coaching, con Specializzazione in Discipline Orientali, Olistiche, Bio Naturali e Naturopatiche (Libere Professioni ai sensi della Legge n. 4/2013), nonché Massoterapia e Idroterapia – MCB (Arti Sanitarie Ausiliarie ai sensi della Legge n. 1264/1927)
Auguro a tutti Voi una Buona Pasqua!
Colgo l’occasione per ricordarVi che le nostre attività saranno sospese dal 3 al 7 aprile.
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Circa un anno fa, e precisamente il 23 marzo 2014, aprii questo sito, dedicato alla mia attività professionale nelle discipline orientali, olistiche e bionaturali. Una ventina di giorni più tardi pubblicai il mio primo “articolo” e, successivamente, una cinquantina di contributi su vari argomenti. Da allora, le visualizzazioni complessive dei contenuti del sito sono state più di 120.000!
Oltre che dall’Italia, le “statistiche di WordPress.com” hanno registrato “contatti” anche da: Svizzera, Germania, Spagna, Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Sudafrica, San Marino, Ucraina, Finlandia, Tailandia, Canada, Messico, Giappone, Argentina, Islanda, Svezia, Grecia, Nuova Caledonia, India, Federazione Russa, Slovacchia, Portogallo, Irlanda, Cile, Austria, Israele, Australia, Polonia, Belgio, Senegal, Venezuela, Repubblica Ceca, Azerbaigian, Singapore e RAS di Hong Kong!
Spero che i lettori continuino ad essere numerosi e mi aspetto commenti e confronti sui temi proposti.
Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com
Il M° Pietro Malnati terrà, sabato 21 e domenica 22 marzo 2015, uno stage di “Qigong” (Yangsheng Zhuang e Yangsheng Daoyin), presso la Scuola EST per Counselor e Operatori Olistici, a Seriate (Bergamo). L’incontro sarà condotto assieme a Darshana Elena Scola, responsabile della Scuola EST, che guiderà momenti di Meditazione sia statica sia dinamica.
Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com
Il M° Pietro Malnati terrà dei nuovi Seminari di Reiki a Varese, nei mesi di aprile e maggio 2015. Più precisamente, sabato 11 (dalle ore 14 alle ore 18) e domenica 12 (dalle ore 10 alle ore 18) aprile, è in programma un Seminario Reiki di Primo Livello, mentre sabato 2 (dalle ore 10 alle ore 18) e domenica 3 (dalle ore 10 alle ore 18) maggio, è calendarizzato, invece, un Seminario Reiki di Secondo Livello. Gli interessati sono invitati ad iscriversi, telefonando o inviando una mail agli indirizzi sotto rimportati, entro il mercoledì precedente le date indicate.
Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com
Venerdì 13 marzo 2015, dalle ore 10.30 alle ore 11.30, il M° Pietro Malnati presenterà la Disciplina Energetica Cinese “Qigong“, presso la “Bagatella” di Varese, via Speroni 12. Seguirà un corso, nella stessa sede e con lo stesso orario, a partire da venerdì 20 marzo, di 12 incontri.
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Abbiamo più volte sottolineato il fatto che lo Yiquan (意拳, da Yì – significato, senso, intenzione e – Quán – pugno, pugilato – quindi “il pugilato dell’intenzione”) venne creato dal Maestro Wang Xiangzhai (王薌齋) perché si accorse che i Taolu (套路, da Tào – serie, set – e Lù – strada, tragitto, viaggio, linee –, quindi “serie di linee”, da intendersi come “serie di percorsi da seguire nell’esecuzione di specifiche tecniche”; la traduzione più frequente è quella di “forme”), assai diffusi nelle arti marziali cinesi, allora come oggi, allontanavano i praticanti dall’acquisizione sia di tecniche di difesa personale realmente efficaci, sia di strumenti idonei ad aumentare la loro vitalità.
Che cosa sono, in concreto, i “Taolu”? Sono sequenze concatenate di movimenti, che ripropongono le movenze di animali (con lo scopo di introiettarne le abilità: è evidente che, date le differenze anatomico-fisiologiche con l’uomo, una metodologia di allenamento così impostata è discutibile) e/o gestualità particolari (“reggere il liuto con le mani”, “disperdere le nuvole”, etc.). Wang sosteneva che, partendo da una tradizione che prevedeva Taolu brevi (composti, cioè, da pochi movimenti), taluni “maestri” erano giunti ad aumentarne in modo esponenziale le “posture”, alcune delle quali potevano addirittura essere dannose (si legga, in proposito: “Wang Xiangzhai – Yiquan – Luni Editrice, pagg. 59, 69 e 79”, anche in riferimento al Taijiquan proposto da certi insegnanti del suo tempo).
Per Wang i movimenti degli animali dovevano sì essere studiati in profondità, ma solo per coglierne l’essenza: si trattava di una metafora, non della prescrizione di una imitazione pedissequa! Si doveva essere ‘simbolicamente’ come “un drago in agguato” o “un’aquila che avvista una preda” e lo stesso valeva per espressioni come “muoversi come un gatto” o “contorcersi come un serpente”: non era certo necessario passare anni a decodificare/ricodificare e applicare le movenze di felini e rettili (si leggano le parole autentiche del Maestro in: “Wang Xiangzhai – Yiquan – Luni Editrice, pag. 35”).
Discorso analogo va fatto con riferimento alla teoria del Wuxing (五行, da Wŭ – cinque – e Xíng – procedere, percorrere –, quindi “cinque movimenti”, anche se la traduzione prevalente è “cinque elementi”): Wang credeva in quella teoria, ma era consapevole della sua inapplicabilità in ambito marziale. I “cicli di generazione e di controllo” non hanno nulla a che vedere con i principi del pugilato e non si può utilizzare le tecniche di combattimento pensando che una dà origine ad un’altra o è utile ad inibirne un’altra ancora: semplicemente, in una situazione concreta di confronto con un avversario, non si ha il tempo per farlo (si legga, nel testo già citato, pag. 42). Lo Wuxing deve essere concepito, in ambito marziale, metaforicamente e le “forze degli elementi” vanno applicate in modo sincretistico (ibidem, pag. 43).
Indichiamo, di seguito, la relazione tra “animali e cinque movimenti” e affianchiamo le “visualizzazioni dinamiche” proposte nello Yiquan (N.B.: tali visualizzazioni possono variare da scuola a scuola, quindi elencheremo le più diffuse), svincolate dalla teoria del Wuxing: il lavoro da imitativo diventa centrato sulla qualità del gesto, cioè sull’acquisizione di competenze nell’utilizzo sinergico delle diverse catene cinetiche del corpo, che è tutto coinvolto nell’azione! Non dimentichiamo che lo Yiquan è sì Qigong (气功, da Qì – energia vitale, pneuma – e Gōng – abilità –, quindi “abilità nell’uso dell’energia”), ma principalmente Wushu (武术, da Wŭ – militare, marziale – e Shù – tecnica, arte, metodo, tattica –, quindi “arte marziale”): attraverso di esso possiamo aumentare il benessere e la vitalità, ma dobbiamo anche imparare ad utilizzare il corpo, in modo efficiente ed efficace, a scopo difensivo!
Abbiamo già scritto nell’articolo “Yiquan-Dachengquan, tra tradizione ed innovazione”, che Wang innovò restando fedele alla tradizione. Infatti lo studio ripetitivo dei Taolu “lunghi”, che portò al deterioramento qualitativo delle arti marziali cinesi, si diffuse solo sulla spinta degli imperatori dei regni di Kangxi e Yongzheng, della dinastia Qing (1662 – 1735), i quali, temendo che la pratica del Wushu minasse la stabilità del loro potere, ostacolarono le arti tradizionali e favorirono gli stili che proponevano, appunto, inutili forme codificate (si legga, in proposito: “Wang Xiangzhai – Yiquan – Luni Editrice, pag. 67”). Per Wang alcuni “maestri” suoi contemporanei erano consapevoli che le arti marziali erano completamente allo sbando, ma continuavano ad insegnare i propri stili “per soldi” e/o perché “si vergognavano ad imparare da altri” (ibidem, pag. 67). Invece lui seppe andare oltre (o almeno ci provò), ricercando la vera essenza della scienza del combattimento.
Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com
I prossimi appuntamenti col M° Pietro Malnati sono i seguenti:
– venerdì 20 febbraio 2015, dalle ore 17 alle ore 18.30, corso di Qigong presso l’Oratorio di Morosolo (Casciago), in collaborazione con l’Associazione Anni Verdi: alla prima lezione è possibile partecipare liberamente, senza impegno di iscrizione;
– sabato 21 (dalle ore 14 alle ore 18) e domenica 22 (dalle ore 10 alle ore 18) febbraio 2015, seminario Reiki di Primo Livello a Varese, presso Servizi Salute Belforte S.R.L.: per partecipare è necessario iscriversi, telefonando o inviando una mail agli indirizzi sotto rimportati.
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In questo sito parlammo, tempo fa, di Yangsheng Zhuang (da Yang – nutrire, allevare, sostenere –, Sheng – vita – e Zhuang – palo, piolo –, traducibile dunque come “palo per nutrire la vita”) in un articolo dal titolo: “Yangsheng Zhuang: le posture per ‘nutrire la vita’”. In particolare sottolineammo il fatto che si tratta si posture derivanti dallo Zhanzhuang (da Zhan – stare in piedi – e Zhuang – palo, piolo –, quindi “stare in piedi come un palo”, espressione che indica una postura statica) delle Arti Marziali Cinesi, però con una finalizzazione non legata allo sviluppo di abilità nel combattimento, bensì all’aumento del benessere e della vitalità dei praticanti (si tratta, perciò, di una forma di Qigong). Sempre nell’articolo sopra citato, definimmo lo Yangsheng Zhuang come “ginnastica isometrica”, ma fornimmo anche, sulla base dell’Energetica Tradizionale Cinese, indicazione sulle relazioni con la teoria del Wuxing (da Wu – cinque – e Xing – procedere, percorrere –, quindi “cinque movimenti”) e col Sanjiao (da San – tre – e Jiao – bruciato, carbonizzato –, tradotto di solito come “triplice riscaldatore”). Aggiungiamo ora qualche altra considerazione.
Yangsheng Zhuang, Zhengli e Jingjinmai.
Pur essendo “immobili” le “posizioni per nutrire la vita” prevedono la contrazione, “dolce” e simultanea, dei muscoli antagonisti, secondo il principio cinese definito come “Zhengli” (da Zheng – lottare, litigare – e Li – forza, potenza –, dunque “forze che lottano”, nel senso di “forze opposte”). La risultante tensione sui tendini, associata ad un lavoro muscolare minimo, sarebbe in grado di regolare i JIngjinmai (da Jing – attraversare, gestire, longitudine –, Jin – muscolo, tendine – e Mai – vaso sanguigno, vene/arterie, venatura, polso, pulsazione –, quindi “vasi tendino-muscolari longitudinali”). Questa è la tesi di Kenji Tokitsu in “La Ricerca del Ki” (Luni Editrice, pag. 91), anche se Tokitsu, in realtà, si riferisce ai Mai in generale e applica il concetto di Zhengli pure ai “movimenti lenti”, eseguiti con una contrazione muscolare lieve (quindi non solo alle “posture statiche”).
Yangsheng Zhuang, Sanguan e Xiaozhoutian.
Wang Xiangzhai, il padre dello Yiquan (da Yi – significato, senso, intenzione – e Quan – pugno, pugilato –, quindi “il pugilato dell’intenzione”), affermò in un suo libro (“Yiquan”, Luni Editrice, pag. 35), dopo aver descritto, nel dettaglio, come assumere una posizione corretta nello Zhanzhuang, che il Qi (Energia) può, così, superare i Sanguan (da San – tre – e Guan – barriera –, dunque “le tre barriere”): si tratta di tre punti “critici” nel Xiaozhoutian (da Xiao – piccolo, minore, giovane –, Zhou – circonferenza, circuito, muoversi in cerchio, settimana, intero, completo – e Tian – cielo, giorno, tempo atmosferico, Dio –, quindi “Piccolo Circuito del Cielo”), situati a livello sacrale, scapolare e dell’articolazione occipito atlantoidea. Si deduce che per lui era, quindi, fondamentale praticare il “Circuito Celeste” con l’assetto corporeo previsto nei Zhuang, ottenendo così una sorta di attivazione spontanea.
Yangsheng Zhuang e singoli Agopunti.
In letteratura sono riportate specifiche “prescrizioni” che vanno seguite, nell’esecuzione del “palo per nutrire la vita”, al fine di assumere una postura funzionale (si veda, per una sintesi, nell’articolo “La Respirazione attraverso le ‘Cinque Porte’”, la sezione relativa a “Hunyuan Zhuang o Chengbao Zhuang”). Utilizzando opportunamente il proprio Yi (“intenzione”), associato a tali “prescrizioni”, possiamo agire sia su singoli Agopunti, sia su una parte di alcuni Mai. Vediamo qualche esempio, indicando gli “Agopunti/segmenti dei Mai” coinvolti e le “prescrizioni/visualizzazioni” da adottare per agire su di essi:
– GV 20: immaginare di “essere appesi al cielo”, attraverso una corda collegata a quel punto;
– CV 22 e CV 23: visualizzare una sfera tra il mento e la parte anteriore del collo;
– PC 8 e, in generale, una parte di LU/PC/HT + GV 17 (ma non solo…): immaginare di “sostenere un sacco”;
– Shixuan (da Shi – dieci – e Xuan – dichiarare, rendere pubblico, annunciare –, quindi “i dieci annunci”): sostituire l’immagine del “sacco”, con quella di “elastici che collegano le dita corrispondenti delle due mani” (pollice con pollice, indice con indice, medio con medio, anulare con anulare e mignolo con mignolo);
– GV 4: diminuire la curvatura lombare e portare l’attenzione su quel punto;
– KI 1: portare il peso sull’avampiede;
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Alla pubblicazione sul mio sito (www.studiomalnati.wordpress.com) del mio precedente articolo sul Qigong (Xiaozhoutian e Dazhoutian: finalità), sono seguite alcune domande da parte dei lettori, alle quali rispondo, brevemente, qui di seguito.
Quali sono le differenze tra la “respirazione buddhista” e la “respirazione daoista”?
Premetto che gli aggettivi “buddhista” e “daoista” sono solo legati alle origini del Qigong, nel senso che alcune tecniche che lo caratterizzano si sono sviluppate, storicamente, in abito religioso (oltre che marziale). Attualmente il Qigong è una disciplina energetica, svincolata da qualsiasi culto, attraverso la quale si può ottenere un aumento della vitalità e del benessere personali. Detto ciò, si intende per “buddhista” la respirazione diaframmatica: si inspira dal naso contraendo il diaframma (mentre l’addome si espande) e si espira, sempre dal naso, contraendo (dolcemente, senza sforzo) gli addominali e il pavimento pelvico. Invece nella respirazione daoista (detta anche “respirazione inversa”), si inspira dal naso contraendo sia il diaframma, sia gli addominali, sia il pavimento pelvico, e si espira, sempre dal naso, rilassando la muscolatura indicata: è chiaro che si creerà, durante l’inspirazione, un aumento della pressione a livello dell’addome che, a detta dei fautori di questa variante, servirebbe a “massaggiare gli organi interni”, mentre per i suoi i detrattori potrebbe causare problemi di varia natura. Essendo più “fisiologica”, io preferisco dedicarmi prevalentemente alla respirazione diaframmatica.
Perché esistono tante differenze nelle modalità di esecuzione del “Circuito Celeste” proposte dalle diverse Scuole?
Ogni Scuola dichiara di essere fedele a “tradizioni familiari” millenarie (alcune sostengono di rifarsi agli insegnamenti diretti di Loazi, anzi, non mancano Maestri cinesi che affermano di incontrare regolarmente Laozi e di pranzare con lui! Non faccio commenti…) e reputa il proprio sistema come il migliore in assoluto! Sulla base della mia esperienza, non ritengo, però, che esistano particolari vantaggi derivanti da un metodo rispetto ad un altro, quindi ognuno può tranquillamente dedicarsi a quello che ritiene più semplice e più “piacevole” per lui.
Nel Xiaozhoutian si può condurre il Qi verso l’alto nella parte anteriore del copro e verso il basso nella parte posteriore? Alcuni sostengono che le donne dovrebbero procedere in questo modo: è vero?
Una delle poche cose su cui quasi tutti concordano è la “direzione” da seguire nel dirigere l’Energia durante il Xiaozhoutian: è quella che ho indicato nel mio articolo precedente. La conduzione “inversa” del Qi, lungo Renmai e Dumai, è un’altra tecnica, con altre finalità: si tratta del cosiddetto “Percorso del Vento”. E’ vero che un autore giapponese scrisse, in un suo libro di qualche anno fa, che le donne (a differenza degli uomini) dovrebbero procedere, nell’esecuzione del Xiaozhoutian, conducendo il Qi verso l’altro lungo Renmai e verso il basso lungo Dumai, ma nello stesso libro si legge che si tratta di una “intuizione” di quel maestro: non ha, quindi, nulla a che fare con la “tradizione”.
Si può immaginare che il Qi passi all’interno della colonna vertebrale?
Sì, ma siamo in presenza, anche in questo caso, di un’altra tecnica, con altre finalità: si tratta del cosiddetto “Percorso dell’Acqua”.
Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com
Tra gli esercizi di Qigong (termine cinese composto dai caratteri Qi – energia vitale, pneuma – e Gong – abilità –, quindi traducibile come “abilità nell’uso dell’energia”) più diffusi, possiamo sicuramente annoverare il “Xiaozhoutian” (da Xiao – piccolo, minore, giovane –, Zhou – circonferenza, circuito, muoversi in cerchio, settimana, intero, completo – e Tian – cielo, giorno, tempo atmosferico, Dio –, quindi “Piccolo Circuito del Cielo”).
Esistono differenze tra le procedure proposte dalle diverse Scuole, ma è sempre prevista la conduzione del Qi (attraverso l’intenzione e/o la respirazione) lungo due degli otto Qimai (da Qi – strano, bizzarro, meraviglioso – e Mai – vaso sanguigno, vene/arterie, venatura, polso, pulsazione –, quindi “vasi meravigliosi”, anche se la traduzione prevalente è “vasi straordinari”): Renmai (da Ren – incaricare, ricoprire un incarico, incarico, compito, carica, permettere – e Mai – vaso sanguigno, vene/arterie, venatura, polso, pulsazione –, quindi “vaso incaricato”, generalmente tradotto come “vaso concezione”, probabilmente perché in alcuni testi compare anche l’ideogramma che rappresenta la donna, la quale è anche “incaricata” della gestazione) e Dumai (da Du – sorvegliare, governatore, prefetto –, quindi “vaso governatore”).
Vediamo alcune modalità di esecuzione del Xiaozhoutian. In posizione eretta, da seduti (su uno sgabello o stando a gambe incrociate) o sdraiati, ci si concentra sul Dantian (da Dan – farmaco, elisir – e Tian – campo, terreno –, quindi “campo dell’elisir”) per alcuni minuti e poi:
– inspirando si conduce il Qi da Dumai 20 a Renmai 1 e espirando si fa risalire il Qi da Renmai 1 a Dumai 20;
– inspirando si conduce il Qi da Renmai 22 a Renmai 1 e espirando si fa risalire il Qi da Renmai 1 a Dumai 14 (in questo caso si “lavora” solo una parte dei due Qimai indicati, per evitare la sensazione sgradevole che alcuni praticanti avvertono quando il Qi è trasportato nella zona della testa);
– inspirando si conduce il Qi dal naso al Dantian; espirando lo si guida dal Dantian a Dumai 1; inspirando lo si porta da Dumai 1 a Dumai 14 e espirando si ritrasferisce il Qi da Dumai 14 al naso;
– inspirando si conduce il Qi da Dumai 1 al naso e espirando lo si riporta dal naso a Dumai 1.
L’esercizio va ripetuto per circa trenta minuti, al mattino e alla sera, tenendo la lingua a contatto col palato (per collegare Dumai e Renmai) e contraendo il pavimento pelvico durante l’espirazione (se si adotta la respirazione buddhista, altrimenti, in caso di respirazione daoista, la contrazione va eseguita durante l’inspirazione); comunque non tutte le Scuole concordano sull’obbligatorietà di queste prescrizioni. Gli occhi si mantengono, generalmente, chiusi, ma possono anche restare “semiaperti”. Anche sull’orientamento geografico da tenere durante la pratica, le diverse Scuole hanno opinioni differenti: alcune ritengono la cosa irrilevante, altre suggeriscono di “seguire il sole” (per assorbirne l’Energia), ponendosi verso est al mattino, verso sud a mezzogiorno e verso nord alla sera.
Ma quali sono le finalità della pratica del Xiaozhoutian? Renmai e Dumai sono spesso paragonati a “laghi” o “bacini” ed è loro attribuita la funzione di regolazione, rispettivamente, dei vasi principali Yin e Yang del corpo. Renmai, Dumai, gli altri sei Qimai e i 12 Jingmai (da Jing – attraversare, gestire, longitudine, ordito, testo – e Mai – vaso sanguigno, vene/arterie, venatura, polso, pulsazione –, quindi “vasi longitudinali”, ma la traduzione prevalente è “vasi principali”), sono tra loro connessi, direttamente o indirettamente. Quindi, concentrando il Qi nel Dantian e distribuendolo attraverso Renmai e Dumai, si va a regolare l’intero sistema energetico del corpo! Interessante l’opinione di C. Moiraghi sul Qigong, inteso come “via del regresso”, tendente a riattivare, nell’adulto, gli equilibri energetici del periodo embrionario (si veda “Tecniche corporee in medicina tradizionale cinese”, edizioni Jaca Book”, pagg. 74-78): Xiaozhoutian – la circolazione lungo Renmai/dumai – è “l’anello energetico di prima formazione embrionaria”, quindi la conduzione del Qi attraverso quel percorso non può che essere una pratica fondamentale.
Se pensiamo che, in embriologia, i Qimai sono (per alcuni sinologhi) non tanto vasi in cui circola il Qi, ma “trasformazioni progressive della materia” che “plasmano l’intero”, portando alla creazione di “tutto quello che compone il corpo umano” (si veda Mollard-Maiola, “L’uomo prima della nascita: embriologia energetica”, edizioni Jaca Book, pagg. 52-55), quindi degli organizzatori del Jing (qui intendiamo il carattere cinese traducibile come “Essenza”), possiamo ipotizzare che un lavoro sul Xiaozhoutian possa ricondurci alla “giusta forma”, attraverso una riorganizzazione del nostro Jing.
E il Dazhoutian (da Da – grande –, Zhou – circonferenza, circuito, muoversi in cerchio, settimana, intero, completo – e Tian – cielo, giorno, tempo atmosferico, Dio –, quindi “Grande Circuito del Cielo”) in che cosa si differenzia dal Xiazhoutian? Si differenzia per il fatto che il Qi viene diffuso, intenzionalmente, in tutti i vasi energetici del corpo: non ci si concentra solo su Renmai/Dumai, ma l’Energia viene condotta anche lungo gli arti e la pelle.
Vediamo, anche in questo caso, alcune modalità di esecuzione dell’esercizio, ricordando che le differenze tra le diverse Scuole di Qigong sono, qui, ancora maggiori:
– inspirando si assorbe il Qi attraverso le “Cinque Porte” o “Cinque Cancelli” (abbiamo già presentato questa tecnica, come la seconda sotto indicata, nell’articolo “La Respirazione attraverso le ‘Cinque Porte’”; le braccia possono anche essere tenute lungo il corpo, con i palmi rivolti verso il basso), cioè Dumai 20, Ministro del Cuore 8 e Rene 1, e lo si conduce nel Dantian; espirando si porta il Qi dal Dantian ai “Cinque Cancelli” e lo si espelle attraverso di essi;
– inspirando si assorbe il Qi attraverso la pelle e lo si conduce nel Dantian; espirando si porta il Qi dal Dantian alla pelle e lo si espelle attraverso di essa (la tecnica viene anche chiamata “Respirazione attraverso la pelle” o “Respirazione cutanea”);
– durante l’esecuzione del “Piccolo Circuito del Cielo”, inspirando si porta il Qi da Dumai 1 sino all’altezza delle spalle e espirando lo si conduce attraverso le braccia; segue un ciclo che coinvolge anche la parte anteriore del corpo e poi nuovamente la conduzione attraverso le braccia, alternando le due modalità;
– inspirando si assorbe il Qi attraverso Dumai 20 e lo si conduce nel Dantian; espirando si porta il Qi dal Dantian a Rene 1 (e da lì fuori dal corpo);
– aiutandosi con la respirazione e/o l’intenzione, si conduce il Qi lungo tutti i Mai.
Le finalità del Dazhoutian sono le stesse di quelle del Xiaozhoutian: il “Grande Circuito” è, semplicemente, una tecnica più avanzata.
Per quanto riguarda il significato dei termini “Piccolo” e “Grande”, riferiti al “Circuito”, bisogna ricordare che nel pensiero classico cinese si fa ricorso frequentemente all’analogia col mondo che ci circonda per descrivere i fenomeni (energetici) che avvengono all’interno del nostro corpo. Alcuni autori mettono, quindi, in relazione il “Piccolo Circuito” con la rotazione della Luna attorno alla Terra e il “Grande Circuito” con la rotazione della Terra attorno al Sole, che è, appunto, più “grande”, come più “grande” è la conduzione del Qi che attuiamo, in noi, con il Dazhoutian. Altri pongono l’enfasi sul fatto che la testa è il “nostro Cielo” e il basso ventre è la “nostra Terra”: il “Piccolo Circuito” riproporrebbe, al nostro interno, la relazione dinamica tra il Qi del Cielo e il Qi della Terra, tra lo Yang e lo Yin, promuovendo l’armonia/equilibrio tra queste componenti opposte; nel “Grande Circuito”, conducendo il Qi anche attraverso gli arti, si “amplia il campo” e quindi il circuito diviene, in rapporto al “Piccolo”, di dimensioni maggiori, passando da “Xiao” a “Da”.
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