Altre considerazioni sullo Yangsheng Zhuang.

In questo sito parlammo, tempo fa, di Yangsheng Zhuang (da Yang – nutrire, allevare, sostenere –, Sheng – vita – e Zhuang – palo, piolo –, traducibile dunque come “palo per nutrire la vita”) in un articolo dal titolo: “Yangsheng Zhuang: le posture per ‘nutrire la vita’”. In particolare sottolineammo il fatto che si tratta si posture derivanti dallo Zhanzhuang (da Zhan – stare in piedi – e Zhuang – palo, piolo –, quindi “stare in piedi come un palo”, espressione che indica una postura statica) delle Arti Marziali Cinesi, però con una finalizzazione non legata allo sviluppo di abilità nel combattimento, bensì all’aumento del benessere e della vitalità dei praticanti (si tratta, perciò, di una forma di Qigong). Sempre nell’articolo sopra citato, definimmo lo Yangsheng Zhuang come “ginnastica isometrica”, ma fornimmo anche, sulla base dell’Energetica Tradizionale Cinese, indicazione sulle relazioni con la teoria del Wuxing (da Wu – cinque – e Xing – procedere, percorrere –, quindi “cinque movimenti”) e col Sanjiao (da San – tre – e Jiao – bruciato, carbonizzato –, tradotto di solito come “triplice riscaldatore”). Aggiungiamo ora qualche altra considerazione.

Yangsheng Zhuang, Zhengli e Jingjinmai.

Pur essendo “immobili” le “posizioni per nutrire la vita” prevedono la contrazione, “dolce” e simultanea, dei muscoli antagonisti, secondo il principio cinese definito come “Zhengli” (da Zheng – lottare, litigare – e Li – forza, potenza –, dunque “forze che lottano”, nel senso di “forze opposte”). La risultante tensione sui tendini, associata ad un lavoro muscolare minimo, sarebbe in grado di regolare i JIngjinmai (da Jing – attraversare, gestire, longitudine –, Jin – muscolo, tendine – e Mai – vaso sanguigno, vene/arterie, venatura, polso, pulsazione –, quindi “vasi tendino-muscolari longitudinali”). Questa è la tesi di Kenji Tokitsu in “La Ricerca del Ki” (Luni Editrice, pag. 91), anche se Tokitsu, in realtà, si riferisce ai Mai in generale e applica il concetto di Zhengli pure ai “movimenti lenti”, eseguiti con una contrazione muscolare lieve (quindi non solo alle “posture statiche”).

Yangsheng Zhuang, Sanguan e Xiaozhoutian.

Wang Xiangzhai, il padre dello Yiquan (da Yi – significato, senso, intenzione – e Quan – pugno, pugilato –, quindi “il pugilato dell’intenzione”), affermò in un suo libro (“Yiquan”, Luni Editrice, pag. 35), dopo aver descritto, nel dettaglio, come assumere una posizione corretta nello Zhanzhuang, che il Qi (Energia) può, così, superare i Sanguan (da San – tre – e Guan – barriera –, dunque “le tre barriere”): si tratta di tre punti “critici” nel Xiaozhoutian (da Xiao – piccolo, minore, giovane –, Zhou – circonferenza, circuito, muoversi in cerchio, settimana, intero, completo – e Tian – cielo, giorno, tempo atmosferico, Dio –, quindi “Piccolo Circuito del Cielo”), situati a livello sacrale, scapolare e dell’articolazione occipito atlantoidea. Si deduce che per lui era, quindi, fondamentale praticare il “Circuito Celeste” con l’assetto corporeo previsto nei Zhuang, ottenendo così una sorta di attivazione spontanea.

Yangsheng Zhuang e singoli Agopunti.

In letteratura sono riportate specifiche “prescrizioni” che vanno seguite, nell’esecuzione del “palo per nutrire la vita”, al fine di assumere una postura funzionale (si veda, per una sintesi, nell’articolo “La Respirazione attraverso le ‘Cinque Porte’”, la sezione relativa a “Hunyuan Zhuang o Chengbao Zhuang). Utilizzando opportunamente il proprio Yi (“intenzione”), associato a tali “prescrizioni”, possiamo agire sia su singoli Agopunti, sia su una parte di alcuni Mai. Vediamo qualche esempio, indicando gli “Agopunti/segmenti dei Mai” coinvolti e le “prescrizioni/visualizzazioni” da adottare per agire su di essi:

GV 20: immaginare di “essere appesi al cielo”, attraverso una corda collegata a quel punto;

CV 22 e CV 23: visualizzare una sfera tra il mento e la parte anteriore del collo;

PC 8 e, in generale, una parte di LU/PC/HT + GV 17 (ma non solo…): immaginare di “sostenere un sacco”;

Shixuan (da Shi – dieci – e Xuan – dichiarare, rendere pubblico, annunciare –, quindi “i dieci annunci”): sostituire l’immagine del “sacco”, con quella di “elastici che collegano le dita corrispondenti delle due mani” (pollice con pollice, indice con indice, medio con medio, anulare con anulare e mignolo con mignolo);

GV 4: diminuire la curvatura lombare e portare l’attenzione su quel punto;

KI 1: portare il peso sull’avampiede;

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Autore: studiomalnati

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