Qigong: domande e risposte su un’Arte millenaria.

Che cos’è il Qigong?

E’ un’Arte Tradizionale Cinese.

A che cosa serve?

Serve a ritrovare o mantenere una condizione di benessere ottimale e a raggiungere l’efficienza fisica e mentale. Può avere anche altre finalità, sia pragmatiche (ad esempio in ambito marziale) che speculative (ad esempio in ambito spirituale).

Che cosa prevede?

Prevede lo studio e la pratica di un insieme articolato di tecniche, distinguibili, in prima approssimazione, in:

–          Esercizi fisici (movimenti lenti, camminate, esercizi isometrici, etc.);

–          Tecniche respiratorie;

–          Esercizi mentali (Visualizzazioni/Meditazioni);

–          Esercizi vocali (emissioni di suoni specifici);

–          Combinazioni degli esercizi precedentemente indicati (movimenti coordinati col respiro, movimenti con aggiunta di tecniche vocali, movimenti abbinati a immagini – esercizi ideomotori -, etc.);

–          Auto – massaggio;

–          Educazione a stili di vita “a misura d’uomo”;

–          ………………

Quando è stato ideato?

Sembra che risalga all’epoca dell’Imperatore Giallo (2697 a.C. – 2597 a.C.). E’ comunque certo che durante la dinastia Han occidentale (206 a.C. – 9 d.C.) era già diffuso in una forma pressoché identica a quella attuale: nel 1973 è stata infatti ritrovata a Mawangdui, presso Changsha (Hunan), in una tomba risalente a tale periodo, una raffigurazione di 48 movimenti ginnici molto simili a quelli insegnati nelle scuole di Qigong contemporanee.

Il suo nome è cambiato nel corso dei secoli?

Sì. Gli esercizi che lo caratterizzano sono stati indicati spesso con termini diversi: yangsheng fa (arte di nutrire la vita), daoyin (guidare il Qi e stirare le membra), neigong (lavoro interno), neidan (alchimia interna), tu gu na xin (espellere l’energia vecchia, far entrare quella nuova), xing qi (muovere il Qi), etc..

Quando si è deciso di utilizzare il termine Qigong?

La decisione di unificare l’insieme delle tecniche fisico-mentali cinesi sotto la dicitura “Qigong” (letteralmente “tecnica energetica”) è probabilmente dovuta a Liu Guizhen che,  a partire dal 1954, iniziò a formare insegnanti che operarono in tutta la Cina con un programma “strutturato”. Il termine era comunque già stato usato dal taoista Xu Xun (238 – 374) e reso famoso, molto più tardi, dal volume “I metodi ortodossi di Shaolin” (1910).

Quali sono le fonti storiche principali?

Possiamo citare le seguenti fonti, che riportano riferimenti a quest’Arte:

–          Huangdi Neijing (Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo);

–          Testi su rotoli di seta e su tavolette di bambù di Mawangdui;

–          Huainanzi (il Libro del Principe di Huainan);

–          Daozang (Canone Taoista).

Huangdi Neijing (Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo)

Comprende due parti: il Lingshu (Perno Spirituale) e il Suwen (Domande Semplici). Si tratta di una compilazione di brani appartenenti a scuole e epoche diverse. Il nucleo più antico del testo attuale deriva da fonti databili tra il 400 a.C. e il 260 d.C. (si veda, in proposito, quanto scritto da Giuseppina Merchionne nel libro: “Lo Spirito del Qigong”). Si occupa della fisiologia degli organi e dei visceri e dell’eziologia e fa ampio riferimento a tutte le branche dell’Energetica Cinese, incluse le pratiche per “nutrire la vita”.

Testi su rotoli di seta e su tavolette di bambù di Mawangdui

Si tratta di reperti trovati in una tomba risalente al 168 a.C. (comunque della dinastia Han occidentale: 206 a.C. – 9 d.C.) a Mawangdui, presso Changsha (Hunan). Oltre a vari riferimenti alle arti mediche cinesi di quell’epoca, troviamo una raffigurazione di 48 movimenti ginnici molto simili a quelli insegnati nelle scuole di Qigong contemporanee.

Huainanzi (il Libro del Principe di Huainan)

Si tratta di una raccolta di saggi di carattere prevalentemente filosofico-cosmologico, la cui stesura risale alla dinastia Han occidentale (206 a.C. – 9 d.C.). Alcuni riferimenti al rapporto tra l’uomo e il cosmo, richiamano concetti di cui è permeata la pratica del Qigong. 

Daozang (Canone Taoista)

E’ una raccolta, compilata nel XV sec., di quasi 1500 opere sulle credenze e le teorie della Scuola Taoista, formulate nel corso di due millenni. Tra queste opere, assieme a un centinaio di testi di argomento analogo, troviamo il Baopuzi (Il Libro del Maestro che abbraccia la Semplicità), il testo di alchimia forse più importante della Cina, attribuito a Ge Hong (250 – 330).

Come può essere classificato il Qigong?

I metodi di classificazione sono molteplici. In base alle tecniche utilizzate, si distinguono generalmente due categorie:

  1. Qigong attivo o dinamico (dong gong). Comprende esercizi in movimento, quali le “camminate”, etc..
  2. Qigong passivo (jing gong). Comprende esercizi che prevedono l’immobilità del corpo, quali le tecniche di concentrazione, le tecniche di visualizzazione, le tecniche respiratorie, etc..

Da un punto di vista “applicativo” possiamo individuare ulteriori categorie che si avvalgono di tecniche sia attive che passive:

  1. Qigong per il Benessere (Yi Jia Gong).
  2. Qigong Meditativo o Spirituale (Jing Gong), a sua volta distinguibile in:

–          Qigong Buddhista;

–          Qigong Taoista;

–          Qigong Confuciano.

3. Qigong Marziale (Wu Gong), utile comunque anche agli sportivi (alcuni individuano la categoria del “Qigong Sportivo”… Per Qigong Sportivo si intende anche le cosiddette “competizioni di forme codificate di Qigong”: si tratta, in questo caso, di qualcosa di molto lontano dallo Spirito del Qigong!).

4. ………………………………….

E’ possibile distinguere anche il Qigong Fisico o Strutturale dal Qigong “Energetico”: si tratta però, ovviamente, di due facce della stessa medaglia….

Sono state condotte ricerche scientifiche sugli effetti derivanti dalla pratica del Qigong?

Sì, sia in Oriente che in Occidente sono state condotte varie ricerche che hanno evidenziato effetti positivi.

Al di là di questi studi, ogni praticante può sperimentare direttamente una migliorata sensazione di benessere e una aumentata vitalità, anche solo dopo un breve periodo di pratica. 

Tutti possono, dunque, trovare beneficio dalla pratica del Qigong?

Sì, indipendentemente dall’età (purché, preferibilmente, maggiore di 7 – 12 anni) e dalle proprie condizioni.

Come sono strutturati i corsi?

Occorre distinguere l’offerta di corsi divulgativi dall’offerta di corsi per Insegnanti di Qigong:

–          Per i corsi divulgativi, adatti a coloro che vogliono accostarsi ad una pratica rilassante e, al tempo stesso, in grado di aumentare la vitalità personale, sono sufficienti 1 – 2 incontri settimanali di 1 – 2 ore ciascuno, per il tempo necessario a padroneggiare le tecniche di base (tempo che può variare da persona a persona);

–          Per coloro che desiderano diventare Insegnanti, la durata minima prevista dai “Profili e Piani dell’Offerta Formativa per Operatori in Discipline Bio – Naturali”, definiti dal Comitato per le DBN, in attuazione della Legge Regionale Lombarda n. 2/2005, è di 450 ore (se ci si vuole inserire nella Sezione Qigong del Registro Regionale degli Operatori in Discipline Bio-Naturali). Per potersi iscrive all’Associazione Professionale di Categoria degli Operatori Tuina – Qigong e Tecniche Orientali (OTTO), tali 450 ore devono essere successive al conseguimento di un Diploma di Maturità, essere articolate su 3 annualità e seguite da una supervisione di almeno 250 ore, a sua volta articolata su altre 2 annualità (ed è anche necessario sostenere un apposito esame presso la stessa OTTO).

Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com

Autore: studiomalnati

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