La Respirazione attraverso le “Cinque Porte”.

Torno, qui di seguito, a parlare di “posizioni statiche per la vitalità”, argomento già trattato nel mio precedente articolo dal titolo: “Yangsheng Zhuang: le posture per nutrire la vita”. In particolare mi soffermerò a descrivere una tecnica respiratoria (e una “variante”) con una visualizzazione associata, abbinabili allo Zhanzhunag (da Zhan – stare in piedi – e Zhuang – palo, piolo – quindi “stare in piedi come un palo”) che hanno la finalità non tanto di “accumulare Qi”, bensì di favorire la capacità del praticante di assorbire l’Energia di cui ha bisogno in ogni momento della giornata.

Parto con una descrizione della postura nota come Hunyuan Zhuang o Chengbao Zhuang.

Hunyuan Zhuang o Chengbao Zhuang.

L’espressione cinese “Hunyuan Zhuang” (da Hun – intero, interamente –, Yuan – rotondo, circolare – e Zhuang – palo, piolo – quindi “palo interamente rotondo”) e l’espressione Chengbao Zhuang (da Cheng – sostegno, sostenere –, Bao – pacco, pacchetto, borsa, sacco, sacchetto – e Zhuang – palo, piolo – quindi “palo che sostiene un sacco”) indicano la posizione più importante dello Zhanzhuang Qigong, che è anche al centro del famoso stile di Gongfu noto come Yiquan (da Yi – significato, senso, intenzione e – Quan – pugno, pugilato – quindi “il pugilato dell’intenzione”) o Dachengquan (da Da – grande –, Cheng – riuscire, completare, raggiungere, fondare, stabilire – e Quan – pugno, pugilato – quindi “il pugilato della grande riuscita”, riuscita nel senso di “efficacia”).

Per assumere la posizione sopra indicata dovete:

  1. Scegliere un luogo tranquillo, preferibilmente all’aperto e immerso nel verde (se la temperatura ambientale non è troppo rigida) e assicurarsi di non essere disturbati per tutta la durata dell’esercizio.
  2. Sciogliere il corpo, attraverso cinque semplici esercizi: a) ruotare dolcemente la testa in senso orario e antiorario (o viceversa) per qualche secondo, mantenendo le mani appoggiate ai fianchi; b) ruotare le spalle in avanti e all’indietro (o viceversa) per qualche secondo, mantenendo le mani appoggiate ai fianchi; c) ruotare il bacino in senso orario e antiorario (o viceversa) per qualche secondo, mantenendo le mani appoggiate ai fianchi; d) ruotare le ginocchia in senso orario e antiorario (o viceversa) per qualche secondo, con le mani che avvolgono le rotule; e) ruotare i polsi (entrambi) e la caviglia destra all’indietro e poi in avanti per qualche secondo e poi ripetere con i polsi e la caviglia sinistra.
  3. Mantenere i piedi paralleli (o con la punta lievemente rivolta all’esterno, se ciò vi consente di rilassarvi meglio), a una distanza pari alla larghezza delle spalle (la stessa posizione va mantenuta durante gli esercizi di scioglimento sopra riportati ai punti a, b e c).
  4. Immaginare di essere “appesi al cielo” (o al soffitto, se non siamo all’aperto) attraverso una corda collegata con la parte più alta della testa, a livello del punto Baihui (GV 20 – “Cento Riunioni”).
  5. Flettere lievemente le ginocchia e sentire che tutto il peso è “sostenuto dalla corda” e, di conseguenza, che il rachide si “allunga” dolcemente. Per “aiutare” la distensione della colonna vertebrale, portare un po’ il mento all’indietro, riducendo lievemente la curvatura cervicale e ruotare un po’ il bacino in avanti, diminuendo la curvatura lombare. In particolare occorre percepire che la parte bassa della schiena si decontrae, specialmente la zona attorno al Mingmen (GV 4 – “Porta della Vita”).
  6. Mantenere il peso ben distribuito su tutta la pianta del piede, con le dita che “fanno un po’ presa” sul pavimento e visualizzare delle “radici” che partono da Yongquan (KI 1 – “Fonte Zampillante”), dando stabilità e “radicamento” al corpo.
  7. Rilassare e sgonfiare il torace e arrotondare la schiena. Ciò non significa “affossare il torace e portare le spalle in avanti”, come alcuni fanno, sbagliando! Semplicemente si deve adottare una respirazione diaframmatica, lasciando il torace “sgonfio e disteso” e la schiena, conseguentemente, “rilassata e aperta”, con le scapole, per quanto possibile, che non sporgono.
  8. Mantenere gli occhi aperti e lo sguardo rivolto, circa, 20/30 gradi sopra la linea dell’orizzonte.
  9. Tenere la lingua rilassata e appoggiata al palato (o in direzione di esso), dietro la linea dei denti superiori, le labbra lievemente dischiuse e i denti non serrati.
  10. Distanziare bene le dita delle mani, immaginando delle sferette frapposte ad esse.
  11. Portare le braccia verso l’alto, all’altezza delle spalle (che restano abbassate: il trapezio va mantenuto rilassato, facendo lavorare solo i deltoidi), come per sostenere un sacco, con i palmi rivolti all’interno, le dita lievemente curve, i gomiti un po’ più in basso rispetto ai polsi.
  12. Adottare, come già detto, una respirazione diaframmatica. Più precisamente occorre inspirare (fin quando si può) dal naso gonfiando bene la pancia (e lasciando il torace rilassato) e espirare tutta l’aria inspirata, sempre dal naso, contraendo lievemente l’addome e “sollevando” lo Huiyin (CV 1 – “Riunione degli Yin”); contrazione dell’addome e sollevamento dello Huiyin possono essere evitati (se creano molta tensione nel praticante) e sostituiti dalla “percezione” della regione lombosacrale che “si ammorbidisce”.
  13. Rilassare il corpo con l’aiuto del respiro, portando l’attenzione alle zone percepite come tese e sentendole sciogliere durante la fase di espirazione. Si può procedere dall’alto verso il basso, seguendo (facoltativamente) questa sequenza:

– testa;

– collo;

– spalle;

– braccia;

– gomiti;

– avambracci;

– polsi;

– mani;

– torace;

– addome;

– schiena (parte alta, media e bassa);

– anche;

– cosce;

– ginocchia;

– gambe;

– caviglie;

– piedi.

Descrivo ora la tecnica respiratoria proposta e la relativa visualizzazione.

Respirare attraverso le “Cinque Porte”.

Dopo aver assunto la postura del “paolo interamente rotondo”, descritta più sopra, e dopo aver rilassato il corpo, visualizzate in ispirazione il Qi che raggiunge il Dantian (da Dan – farmaco, elisir – e Tian – campo, terreno – quindi “campo dell’elisir”) entrando nel corpo, simultaneamente, attraverso:

  1. Baihui (GV 20 – “Cento Riunioni”).
  2. Laogong (PC 8 – “Palazzo del Lavoro”) della mano destra.
  3. Laogong (PC 8 – “Palazzo del Lavoro”) della mano sinistra.
  4. Yongquan (KI 1 – “Fonte Zampillante”) del piede destro.
  5. Yongquan (KI 1 – “Fonte Zampillante”) del piede sinistro.

In espirazione visualizzate il Qi che dal Dantian esce dal corpo, simultaneamente, attraverso i punti sopra citati. Il ciclo respiratorio deve essere lento ma non troppo (6/8 secondi per ogni fase) e la durata dell’esercizio dovrebbe essere di almeno venti minuti.

Viene quindi “assorbito”, in inspirazione, il Qi (del cielo attraverso Baihui, della terra attraverso i due punti Yongquan e dell’ambiente esterno attraverso i due punti Laogong) e successivamente “espulso”, in espirazione. Come già detto più sopra, l’obbiettivo non è quello di accumulare Energia nel Dantian, bensì di attivare gradualmente la capacità del corpo di approvvigionarsi di quanto necessita in ogni momento della giornata. Giusto per essere pragmatico, posso dire che le visualizzazioni proposte sono utili per “distrarre” la mente dai problemi quotidiani, consentendoci un rilassamento più profondo. Simbolicamente, poi, questa tecnica ci insegna ad essere in armonia col cielo, con la terra e con l’ambiente in cui viviamo, instaurando un rapporto di mutuo scambio (assorbo il Qi e poi… lo restituisco).

Riporto ora una variante alla tecnica esposta.

Respirazione attraverso la pelle.

Dopo aver assunto la postura del “paolo interamente rotondo” e dopo aver rilassato il corpo, visualizzate in ispirazione il Qi che raggiunge il Dantian entrando nel corpo, simultaneamente, attraverso la pelle (provenendo da ogni direzione) e visualizzate in espirazione il Qi che dal Dantian viene lanciato, attraverso la pelle, fuori dal corpo (verso ogni direzione). Procedete per almeno venti minuti, con un ritmo respiratorio lento ma non troppo.

Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com

 

 

Autore: studiomalnati

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