Yangsheng Zhunag: le posture per “nutrire la vita”.

Il termine cinese Yangsheng (da Yang – nutrire, allevare, sostenere – e Sheng – vita –, traducibile dunque come “nutrire la vita” o “sostenere la vita”) associato al vocabolo Qigong (da Qi – energia vitale, pneuma – e Gong – abilità –, quindi “abilità nell’uso dell’energia”) indica un insieme di tecniche tradizionali volte a migliorare il benessere e ad aumentare la vitalità dei praticanti. Tali tecniche differiscono quindi, per finalità, da altre “abilità nell’uso dell’energia”, come quelle marziali, largamente impiegate nei diversi stili di Gongfu (o Kung Fu, se si utilizza come translitterazione dei termini cinesi il sistema, ormai superato, Wade-Giles, al posto della trascrizione ufficiale nella Repubblica Popolare Cinese che è il Pinyin).

Quello che caratterizza molti, se non tutti, gli stili di Qigong è l’uso di un numero, più o meno ampio, di “posture statiche” dette Zhanzhuang (da Zhan – stare in piedi – e Zhuang – palo, piolo – quindi “stare in piedi come un palo”) a dimostrazione dell’efficacia che queste hanno sia nello sviluppo delle abilità marziali, sia nell’incremento della vitalità (o, per trovare un trait d’union tra queste finalizzazioni apparentemente opposte, nel rafforzamento/potenziamento fisico).

Ma in effetti che cosa sono queste “posizioni statiche” se non una ginnastica isometrica (si ha una contrazione muscolare, necessaria per mantenere la postura, senza avvicinamento o allontanamento dei capi articolari)? Ne risulta un ovvio potenziamento dei muscoli, ma anche un allenamento cardiovascolare: dato che la contrazione è protratta per un certo lasso di tempo (da 20 minuti sino ad un’ora o più) si produce un vero e proprio lavoro aerobico, anche se la postura è immobile! E’ l’intero corpo ad essere coinvolto (quindi più catene cinetiche) e l’utilizzo di appropriate visualizzazioni interessa anche la mente, rendendo lo Zhanzhuang un metodo di lavoro globale (diremmo “olistico”, giusto per utilizzare un termine oggi molto in voga…).

In questo breve scritto ci si concentrerà sullo Yangsheng Zhuang, cioè sul “palo per nutrire la vita”, anche se si è già chiarito che gli effetti del Zhanzhuang sono “trasversali” alle diverse finalizzazioni della pratica. In particolare, si indicheranno alcune posture specifiche abbinate alla teoria del Wuxing (da Wu – cinque – e Xing – procedere, percorrere –, quindi “cinque movimenti”) e alcune posture associate al Sanjiao (da San – tre – e Jiao – bruciato, carbonizzato –, tradotto di solito come “triplice riscaldatore”), rinviando altre considerazioni ad un articolo successivo. Si premette che solo alcune Scuole di Yangsheng Zhuang condividono questi collegamenti tra Zhuang e teorie dell’Energetica Cinese.

Posizione frontale di base.

Si mantengono i piedi ad una distanza pari alla larghezza delle spalle e si immagina di essere appesi al soffitto (o al cielo) con una corda collegata alla parte più alta della testa, a livello del punto Baihui (GV 20 – “Cento Riunioni”) . Si flettono le ginocchia e si immagina che tutto il peso del corpo sia sorretto dalla corda: ciò consentirà di percepire la colonna vertebrale che si “allunga” e le curvature della stessa che, di conseguenza, si attenuano. Si ruota un po’ il bacino in avanti, diminuendo ulteriormente la curvatura lombare del rachide e si porta il meno all’indietro, riducendo la curvatura cervicale. Le braccia sono distese lungo il corpo, gli occhi, se aperti, “guardano lontano”, circa 20/30 gradi sopra la linea dell’orizzonte, mentre se mantenuti chiusi tendono lievemente a focalizzarsi sulla glabella, dove c’è il punto Yintang (FM 1 – “Stanza dei Sigilli”).

Posizioni abbinate al Wuxing.

Nella filosofia cinese i cinque movimenti (o cinque elementi) sono collegati tra loro da un rapporto di mutua e continua connessione, esplicitata in una interazione di generazione (ciclo “Sheng” o “madre – figlia”) e in una interazione di distruzione (ciclo “Ke” o “nonna – nipote”). Nel primo caso si dirà che “il Legno crea il fuoco, che crea la terra, che crea il metallo, che crea l’acqua, che crea il legno”; nel secondo caso, invece, si avrà che “il legno controlla la terra, che controlla l’acqua, che controlla il fuoco, che controlla il metallo, che controlla il legno”. Tutto deve mantenersi in equilibrio, senza eccessi (ad esempio nel “controllo”) o deficit (ad esempio nella “creazione”). Le posture che verranno di seguito indicate sono utili ad “armonizzare” le logge energetiche collegate alle posture stesse, agendo sia in dispersione, sia in accumulazione a seconda del bisogno.

LEGNO (in cinese: Mu). Nella posizione frontale di base si portano le braccia a livello del torace, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri (dipende dalla struttura fisica del praticante: la postura deve adattarsi al praticante e non viceversa!). Quindi si abbassano i gomiti, mantenendo i palmi rivolti verso il corpo e le dita ben distanziate le une dalle altre. Rispetto al piano orizzontale, gli avambracci formano un angolo di circa 45 gradi.

FUOCO (in cinese: Huo). Nella posizione frontale di base si ruotano lievemente i gomiti in avanti, in modo che i palmi delle mani siano rivolti verso il piano frontale e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre.

TERRA (in cinese: Tu). Nella posizione frontale di base si portano le bracca a livello del torace, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri. Quindi si portano i palmi all’esterno e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre, con i pollici rivolti verso il basso.

METALLO (in cinese: Jin). Nella posizione frontale di base si portano le braccia all’esterno, come facendole scivolare sul piano frontale, mantenendo i palmi rivolti verso il basso e le dita ben distanziate le une dalle altre. Rispetto al piano orizzontale, le braccia formano un angolo di circa 45 gradi. In alternativa si possono portare le braccia verso l’alto, come per sorreggere un’anfora posta sopra la propria testa, con i palmi che si guardano e le dita ben distanziate le une dalle altre.

ACQUA (in cinese: Shui). Nella posizione frontale di base si portano le braccia distese in avanti, con i palmi rivolti verso l’alto e le dita ben distanziate le une dalle altre. Rispetto al piano frontale, le braccia formano un angolo di circa 45 gradi.

Posizioni abbinate al Sanjiao.

Il Triplice Riscaldatore è tradizionalmente indicato, per analogia funzionale, come l’”Ufficiale incaricato dell’irrigazione”: a lui compete, infatti, la regolazione della circolazione dei Liquidi, ma è anche “via dell’Energia Nutritiva” e “via dell’Energia Difensiva”. Quindi esplica un insieme di funzioni complesse, che a livello anatomico sono ripartibili in tre aree distinte: il “Jiao Inferiore”, il “Jiao Medio” e il “Jiao Superiore”. Le posture che verranno di seguito illustrate sono utili proprio ad armonizzare le funzioni dei tre Jiao sopra indicati.

JIAO INFERIORE. Nella posizione frontale di base si portano le braccia all’altezza della pancia, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri, con i palmi che formano, rispetto al piano frontale, un angolo di circa 45 gradi (e restano rivolte, di conseguenza, un po’ verso il corpo e verso l’alto) e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre.

JIAO MEDIO. Nella posizione frontale di base si portano le braccia all’altezza del torace, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri, con i palmi rivolti verso il corpo e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre.

JIAO SUPERIORE. Nella posizione frontale di base si portano le braccia all’altezza delle tempie, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri, con i palmi che formano, rispetto al piano frontale, un angolo di circa 45 gradi (e restano rivolte, di conseguenza, un po’ verso il corpo e verso il basso) e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre.

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Autore: studiomalnati

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