Tuina e Qigong a Milano: il M° Pietro Malnati parteciperà alla “settimana per il benessere” all’Expo Gate.

Il M° Pietro Malnati parteciperà, assieme ad altri Professionisti iscritti a “OTTO Lombardia” (sezione regionale dell’Associazione degli Operatori Tuina-Qigong e Tecniche Orientali – OTTO), alla “settimana per il benessere” all’Expo Gate di Milano, via Luca Beltrami (senza numero civico). In particolare sarà presente martedì 28 ottobre 2014, dalle ore 14.30 (sino circa alle 18) per sessioni di Tuina e giovedì 30 ottobre 2014, dalle ore 14.30 per sessioni di Tuina e dalle ore 18 per un Workshop di Qigong  (che terminerà attorno alle 19.30).

Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com

 

Qigong a Varese, Gallarate e Milano, col M° Pietro Malnati, e altri corsi….

A novembre proseguiranno a Varese i corsi di Yiquan/Dachengquan e di Qigong (già iniziati l’8 settembre) del Maestro Pietro Malnati, presso il Centro “Servizi Salute Belforte”, viale Belforte 178 (il lunedì con orario, rispettivamente, 19/20 e 20.15/21.15), con possibilità di rinnovo solo per minimo 15 incontri a cadenza settimanale (senza frazionamenti, quindi, mensili o bimestrali).

Sempre a novembre, i corsi di Qigong presso la Scuola Rhamni di Gallarate, corso Sempione 11, saranno proposti il mercoledì con orario 20.15/21.15: siete invitati a una lezione di prova, senza impegno di iscrizione.

I corsi di Qigong a Milano, riservati ai dipendenti del Comune, sono stati attivati di martedì in via Dogana 2: essendoci ancora posti disponibili, è possibile aggiungersi sia il martedì stesso, sia prenotarsi per eventuali corsi attivabili il mercoledì.

Sabato 15 e domenica 16 novembre 2014, presso la Scuola Italiana di Medicina Olistica – SIMO, sì terrà un corso di Qigong riservato agli iscritti alla “Specializzazione in Tuina” della SIMO stessa, a cui possono, però, aggregarsi anche esterni (nei limiti dei posti disponibili).

Abbiamo intenzione di attivare, al più presto, un seminario Reiki di Primo Livello: se siete interessati, contattateci.

Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com

 

La Respirazione attraverso le “Cinque Porte”.

Torno, qui di seguito, a parlare di “posizioni statiche per la vitalità”, argomento già trattato nel mio precedente articolo dal titolo: “Yangsheng Zhuang: le posture per nutrire la vita”. In particolare mi soffermerò a descrivere una tecnica respiratoria (e una “variante”) con una visualizzazione associata, abbinabili allo Zhanzhunag (da Zhan – stare in piedi – e Zhuang – palo, piolo – quindi “stare in piedi come un palo”) che hanno la finalità non tanto di “accumulare Qi”, bensì di favorire la capacità del praticante di assorbire l’Energia di cui ha bisogno in ogni momento della giornata.

Parto con una descrizione della postura nota come Hunyuan Zhuang o Chengbao Zhuang.

Hunyuan Zhuang o Chengbao Zhuang.

L’espressione cinese “Hunyuan Zhuang” (da Hun – intero, interamente –, Yuan – rotondo, circolare – e Zhuang – palo, piolo – quindi “palo interamente rotondo”) e l’espressione Chengbao Zhuang (da Cheng – sostegno, sostenere –, Bao – pacco, pacchetto, borsa, sacco, sacchetto – e Zhuang – palo, piolo – quindi “palo che sostiene un sacco”) indicano la posizione più importante dello Zhanzhuang Qigong, che è anche al centro del famoso stile di Gongfu noto come Yiquan (da Yi – significato, senso, intenzione e – Quan – pugno, pugilato – quindi “il pugilato dell’intenzione”) o Dachengquan (da Da – grande –, Cheng – riuscire, completare, raggiungere, fondare, stabilire – e Quan – pugno, pugilato – quindi “il pugilato della grande riuscita”, riuscita nel senso di “efficacia”).

Per assumere la posizione sopra indicata dovete:

  1. Scegliere un luogo tranquillo, preferibilmente all’aperto e immerso nel verde (se la temperatura ambientale non è troppo rigida) e assicurarsi di non essere disturbati per tutta la durata dell’esercizio.
  2. Sciogliere il corpo, attraverso cinque semplici esercizi: a) ruotare dolcemente la testa in senso orario e antiorario (o viceversa) per qualche secondo, mantenendo le mani appoggiate ai fianchi; b) ruotare le spalle in avanti e all’indietro (o viceversa) per qualche secondo, mantenendo le mani appoggiate ai fianchi; c) ruotare il bacino in senso orario e antiorario (o viceversa) per qualche secondo, mantenendo le mani appoggiate ai fianchi; d) ruotare le ginocchia in senso orario e antiorario (o viceversa) per qualche secondo, con le mani che avvolgono le rotule; e) ruotare i polsi (entrambi) e la caviglia destra all’indietro e poi in avanti per qualche secondo e poi ripetere con i polsi e la caviglia sinistra.
  3. Mantenere i piedi paralleli (o con la punta lievemente rivolta all’esterno, se ciò vi consente di rilassarvi meglio), a una distanza pari alla larghezza delle spalle (la stessa posizione va mantenuta durante gli esercizi di scioglimento sopra riportati ai punti a, b e c).
  4. Immaginare di essere “appesi al cielo” (o al soffitto, se non siamo all’aperto) attraverso una corda collegata con la parte più alta della testa, a livello del punto Baihui (GV 20 – “Cento Riunioni”).
  5. Flettere lievemente le ginocchia e sentire che tutto il peso è “sostenuto dalla corda” e, di conseguenza, che il rachide si “allunga” dolcemente. Per “aiutare” la distensione della colonna vertebrale, portare un po’ il mento all’indietro, riducendo lievemente la curvatura cervicale e ruotare un po’ il bacino in avanti, diminuendo la curvatura lombare. In particolare occorre percepire che la parte bassa della schiena si decontrae, specialmente la zona attorno al Mingmen (GV 4 – “Porta della Vita”).
  6. Mantenere il peso ben distribuito su tutta la pianta del piede, con le dita che “fanno un po’ presa” sul pavimento e visualizzare delle “radici” che partono da Yongquan (KI 1 – “Fonte Zampillante”), dando stabilità e “radicamento” al corpo.
  7. Rilassare e sgonfiare il torace e arrotondare la schiena. Ciò non significa “affossare il torace e portare le spalle in avanti”, come alcuni fanno, sbagliando! Semplicemente si deve adottare una respirazione diaframmatica, lasciando il torace “sgonfio e disteso” e la schiena, conseguentemente, “rilassata e aperta”, con le scapole, per quanto possibile, che non sporgono.
  8. Mantenere gli occhi aperti e lo sguardo rivolto, circa, 20/30 gradi sopra la linea dell’orizzonte.
  9. Tenere la lingua rilassata e appoggiata al palato (o in direzione di esso), dietro la linea dei denti superiori, le labbra lievemente dischiuse e i denti non serrati.
  10. Distanziare bene le dita delle mani, immaginando delle sferette frapposte ad esse.
  11. Portare le braccia verso l’alto, all’altezza delle spalle (che restano abbassate: il trapezio va mantenuto rilassato, facendo lavorare solo i deltoidi), come per sostenere un sacco, con i palmi rivolti all’interno, le dita lievemente curve, i gomiti un po’ più in basso rispetto ai polsi.
  12. Adottare, come già detto, una respirazione diaframmatica. Più precisamente occorre inspirare (fin quando si può) dal naso gonfiando bene la pancia (e lasciando il torace rilassato) e espirare tutta l’aria inspirata, sempre dal naso, contraendo lievemente l’addome e “sollevando” lo Huiyin (CV 1 – “Riunione degli Yin”); contrazione dell’addome e sollevamento dello Huiyin possono essere evitati (se creano molta tensione nel praticante) e sostituiti dalla “percezione” della regione lombosacrale che “si ammorbidisce”.
  13. Rilassare il corpo con l’aiuto del respiro, portando l’attenzione alle zone percepite come tese e sentendole sciogliere durante la fase di espirazione. Si può procedere dall’alto verso il basso, seguendo (facoltativamente) questa sequenza:

– testa;

– collo;

– spalle;

– braccia;

– gomiti;

– avambracci;

– polsi;

– mani;

– torace;

– addome;

– schiena (parte alta, media e bassa);

– anche;

– cosce;

– ginocchia;

– gambe;

– caviglie;

– piedi.

Descrivo ora la tecnica respiratoria proposta e la relativa visualizzazione.

Respirare attraverso le “Cinque Porte”.

Dopo aver assunto la postura del “paolo interamente rotondo”, descritta più sopra, e dopo aver rilassato il corpo, visualizzate in ispirazione il Qi che raggiunge il Dantian (da Dan – farmaco, elisir – e Tian – campo, terreno – quindi “campo dell’elisir”) entrando nel corpo, simultaneamente, attraverso:

  1. Baihui (GV 20 – “Cento Riunioni”).
  2. Laogong (PC 8 – “Palazzo del Lavoro”) della mano destra.
  3. Laogong (PC 8 – “Palazzo del Lavoro”) della mano sinistra.
  4. Yongquan (KI 1 – “Fonte Zampillante”) del piede destro.
  5. Yongquan (KI 1 – “Fonte Zampillante”) del piede sinistro.

In espirazione visualizzate il Qi che dal Dantian esce dal corpo, simultaneamente, attraverso i punti sopra citati. Il ciclo respiratorio deve essere lento ma non troppo (6/8 secondi per ogni fase) e la durata dell’esercizio dovrebbe essere di almeno venti minuti.

Viene quindi “assorbito”, in inspirazione, il Qi (del cielo attraverso Baihui, della terra attraverso i due punti Yongquan e dell’ambiente esterno attraverso i due punti Laogong) e successivamente “espulso”, in espirazione. Come già detto più sopra, l’obbiettivo non è quello di accumulare Energia nel Dantian, bensì di attivare gradualmente la capacità del corpo di approvvigionarsi di quanto necessita in ogni momento della giornata. Giusto per essere pragmatico, posso dire che le visualizzazioni proposte sono utili per “distrarre” la mente dai problemi quotidiani, consentendoci un rilassamento più profondo. Simbolicamente, poi, questa tecnica ci insegna ad essere in armonia col cielo, con la terra e con l’ambiente in cui viviamo, instaurando un rapporto di mutuo scambio (assorbo il Qi e poi… lo restituisco).

Riporto ora una variante alla tecnica esposta.

Respirazione attraverso la pelle.

Dopo aver assunto la postura del “paolo interamente rotondo” e dopo aver rilassato il corpo, visualizzate in ispirazione il Qi che raggiunge il Dantian entrando nel corpo, simultaneamente, attraverso la pelle (provenendo da ogni direzione) e visualizzate in espirazione il Qi che dal Dantian viene lanciato, attraverso la pelle, fuori dal corpo (verso ogni direzione). Procedete per almeno venti minuti, con un ritmo respiratorio lento ma non troppo.

Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com

 

 

Yangsheng Zhunag: le posture per “nutrire la vita”.

Il termine cinese Yangsheng (da Yang – nutrire, allevare, sostenere – e Sheng – vita –, traducibile dunque come “nutrire la vita” o “sostenere la vita”) associato al vocabolo Qigong (da Qi – energia vitale, pneuma – e Gong – abilità –, quindi “abilità nell’uso dell’energia”) indica un insieme di tecniche tradizionali volte a migliorare il benessere e ad aumentare la vitalità dei praticanti. Tali tecniche differiscono quindi, per finalità, da altre “abilità nell’uso dell’energia”, come quelle marziali, largamente impiegate nei diversi stili di Gongfu (o Kung Fu, se si utilizza come translitterazione dei termini cinesi il sistema, ormai superato, Wade-Giles, al posto della trascrizione ufficiale nella Repubblica Popolare Cinese che è il Pinyin).

Quello che caratterizza molti, se non tutti, gli stili di Qigong è l’uso di un numero, più o meno ampio, di “posture statiche” dette Zhanzhuang (da Zhan – stare in piedi – e Zhuang – palo, piolo – quindi “stare in piedi come un palo”) a dimostrazione dell’efficacia che queste hanno sia nello sviluppo delle abilità marziali, sia nell’incremento della vitalità (o, per trovare un trait d’union tra queste finalizzazioni apparentemente opposte, nel rafforzamento/potenziamento fisico).

Ma in effetti che cosa sono queste “posizioni statiche” se non una ginnastica isometrica (si ha una contrazione muscolare, necessaria per mantenere la postura, senza avvicinamento o allontanamento dei capi articolari)? Ne risulta un ovvio potenziamento dei muscoli, ma anche un allenamento cardiovascolare: dato che la contrazione è protratta per un certo lasso di tempo (da 20 minuti sino ad un’ora o più) si produce un vero e proprio lavoro aerobico, anche se la postura è immobile! E’ l’intero corpo ad essere coinvolto (quindi più catene cinetiche) e l’utilizzo di appropriate visualizzazioni interessa anche la mente, rendendo lo Zhanzhuang un metodo di lavoro globale (diremmo “olistico”, giusto per utilizzare un termine oggi molto in voga…).

In questo breve scritto ci si concentrerà sullo Yangsheng Zhuang, cioè sul “palo per nutrire la vita”, anche se si è già chiarito che gli effetti del Zhanzhuang sono “trasversali” alle diverse finalizzazioni della pratica. In particolare, si indicheranno alcune posture specifiche abbinate alla teoria del Wuxing (da Wu – cinque – e Xing – procedere, percorrere –, quindi “cinque movimenti”) e alcune posture associate al Sanjiao (da San – tre – e Jiao – bruciato, carbonizzato –, tradotto di solito come “triplice riscaldatore”), rinviando altre considerazioni ad un articolo successivo. Si premette che solo alcune Scuole di Yangsheng Zhuang condividono questi collegamenti tra Zhuang e teorie dell’Energetica Cinese.

Posizione frontale di base.

Si mantengono i piedi ad una distanza pari alla larghezza delle spalle e si immagina di essere appesi al soffitto (o al cielo) con una corda collegata alla parte più alta della testa, a livello del punto Baihui (GV 20 – “Cento Riunioni”) . Si flettono le ginocchia e si immagina che tutto il peso del corpo sia sorretto dalla corda: ciò consentirà di percepire la colonna vertebrale che si “allunga” e le curvature della stessa che, di conseguenza, si attenuano. Si ruota un po’ il bacino in avanti, diminuendo ulteriormente la curvatura lombare del rachide e si porta il meno all’indietro, riducendo la curvatura cervicale. Le braccia sono distese lungo il corpo, gli occhi, se aperti, “guardano lontano”, circa 20/30 gradi sopra la linea dell’orizzonte, mentre se mantenuti chiusi tendono lievemente a focalizzarsi sulla glabella, dove c’è il punto Yintang (FM 1 – “Stanza dei Sigilli”).

Posizioni abbinate al Wuxing.

Nella filosofia cinese i cinque movimenti (o cinque elementi) sono collegati tra loro da un rapporto di mutua e continua connessione, esplicitata in una interazione di generazione (ciclo “Sheng” o “madre – figlia”) e in una interazione di distruzione (ciclo “Ke” o “nonna – nipote”). Nel primo caso si dirà che “il Legno crea il fuoco, che crea la terra, che crea il metallo, che crea l’acqua, che crea il legno”; nel secondo caso, invece, si avrà che “il legno controlla la terra, che controlla l’acqua, che controlla il fuoco, che controlla il metallo, che controlla il legno”. Tutto deve mantenersi in equilibrio, senza eccessi (ad esempio nel “controllo”) o deficit (ad esempio nella “creazione”). Le posture che verranno di seguito indicate sono utili ad “armonizzare” le logge energetiche collegate alle posture stesse, agendo sia in dispersione, sia in accumulazione a seconda del bisogno.

LEGNO (in cinese: Mu). Nella posizione frontale di base si portano le braccia a livello del torace, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri (dipende dalla struttura fisica del praticante: la postura deve adattarsi al praticante e non viceversa!). Quindi si abbassano i gomiti, mantenendo i palmi rivolti verso il corpo e le dita ben distanziate le une dalle altre. Rispetto al piano orizzontale, gli avambracci formano un angolo di circa 45 gradi.

FUOCO (in cinese: Huo). Nella posizione frontale di base si ruotano lievemente i gomiti in avanti, in modo che i palmi delle mani siano rivolti verso il piano frontale e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre.

TERRA (in cinese: Tu). Nella posizione frontale di base si portano le bracca a livello del torace, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri. Quindi si portano i palmi all’esterno e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre, con i pollici rivolti verso il basso.

METALLO (in cinese: Jin). Nella posizione frontale di base si portano le braccia all’esterno, come facendole scivolare sul piano frontale, mantenendo i palmi rivolti verso il basso e le dita ben distanziate le une dalle altre. Rispetto al piano orizzontale, le braccia formano un angolo di circa 45 gradi. In alternativa si possono portare le braccia verso l’alto, come per sorreggere un’anfora posta sopra la propria testa, con i palmi che si guardano e le dita ben distanziate le une dalle altre.

ACQUA (in cinese: Shui). Nella posizione frontale di base si portano le braccia distese in avanti, con i palmi rivolti verso l’alto e le dita ben distanziate le une dalle altre. Rispetto al piano frontale, le braccia formano un angolo di circa 45 gradi.

Posizioni abbinate al Sanjiao.

Il Triplice Riscaldatore è tradizionalmente indicato, per analogia funzionale, come l’”Ufficiale incaricato dell’irrigazione”: a lui compete, infatti, la regolazione della circolazione dei Liquidi, ma è anche “via dell’Energia Nutritiva” e “via dell’Energia Difensiva”. Quindi esplica un insieme di funzioni complesse, che a livello anatomico sono ripartibili in tre aree distinte: il “Jiao Inferiore”, il “Jiao Medio” e il “Jiao Superiore”. Le posture che verranno di seguito illustrate sono utili proprio ad armonizzare le funzioni dei tre Jiao sopra indicati.

JIAO INFERIORE. Nella posizione frontale di base si portano le braccia all’altezza della pancia, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri, con i palmi che formano, rispetto al piano frontale, un angolo di circa 45 gradi (e restano rivolte, di conseguenza, un po’ verso il corpo e verso l’alto) e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre.

JIAO MEDIO. Nella posizione frontale di base si portano le braccia all’altezza del torace, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri, con i palmi rivolti verso il corpo e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre.

JIAO SUPERIORE. Nella posizione frontale di base si portano le braccia all’altezza delle tempie, formando un cerchio, come per sorreggere una palla e si mantengono le mani alla distanza di 10/30 centimetri, con i palmi che formano, rispetto al piano frontale, un angolo di circa 45 gradi (e restano rivolte, di conseguenza, un po’ verso il corpo e verso il basso) e si tengono le dita ben distanziate le une dalle altre.

Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com

 

Qigong a Milano: stage del M° Pietro Malnati durante il raduno MSP Italia – PWKA del 4 e 5 ottobre 2014.

Il M° Pietro Malnati terrà, domenica 5 ottobre 2014, dalle ore 15.30 alle ore 17.00, uno stage di “Qigong” (Yangsheng Zhuang e Yangsheng Daoyin), presso il Centro Sportivo Pavesi di Milano, Via De Lemene 3, durante il “Corso di Aggiornamento Tecnico – Settore Arti Marziali Cinesi” di MSP Italia – PWKA (in programma per il 4 e 5 ottobre 2014).

Per info: Pietro Malnati, tel. (0039) 338 98 70 347; email: pietro.malnati@gmail.com; www.studiomalnati.wordpress.com